Lettre d’un Cinéaste à sa Fille. (Eric Pauwels, 2002)

Faccio quel poco che posso; purché la scrittura, da quassù, continui ad apparirmi soltanto nelle sue limitazioni. "Eri piccola, molto piccola. All'alba apparisti con un vestito rosa, una bacchetta magica in una mano e nell'altra... Non lo so, mi pare un cancellino. Annunciasti un gioco di magia, avresti fatto sparire il cancellino. Pronunciasti le parole... Continue Reading →

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Educação Sentimental. (Júlio Bressane, 2013)

Lo sbarco della Luna sull'Uomo. "Dice Antonio Vieira che anche le pietre parlano. Parlano e rispondono, diceva. Io cerco quelle immagini che parlano e rispondono a qualcosa di oscuro, sono memoria incosciente del tempo" - Julio Bressane - Júlio BressaneEducação Sentimental è un film che reintegra, ripristina la gloria dell'Immagine, che restituisce ad essa, con... Continue Reading →

In a Lonely Place (Davide Montecchi, 2017)

Un torture porn-cervello in cui implodono Freud e Shakespeare. Una stanza mentale in cui danzano immobili personalità proto-cronenbergiane, avvolte da sudari di velluto blu tessuti da un Dio/Demonio assente e daltonico. Personalità sospese in un limbo polveroso dalle atmosfere lynchiane, intrappolate dall'altra parte dello specchio, che nasconde una verità (filmica ed esistenziale) riscontrabile nell'immagine riflessa o nell'Immagine-riflesso, la quale si... Continue Reading →

Safari (Ulrich Seidl, 2016)

CINEMA CONTRO L’UMANITÀ.    “L’Uomo è la punta della piramide, l’uomo decide, ed ora ci sono così tanti uomini, siamo troppi, questo dettaglio innesca la morte della natura, la natura non esiste più, questo si può accettare oppure no.”   Fuori concorso a Venezia 73, insultato, mal votato, bocciato caparbiamente e ricoperto di luce provocatoria,... Continue Reading →

On the silver globe (Andrzej Zulawski, 1988)

Apocalisse replicata. Caos eterno, reiterato. Perfetta imperfezione. On The Silver Globe è l'urlo disperato, rancoroso e resistente di Zulawski nei confronti del cinema, del (castrante) clima politico, del mondo, dell'esistenza. E' la rabbia tradotta in pellicola; è il Male che si ripresenta, epoca dopo epoca, sotto mentite spoglie, travestito da falsi profeti, da insicuri liberatori,... Continue Reading →

Sam was here (Christophe Deroo, 2016)

L'attualismo dell'immagine futuribile Sam Was Here è un lungometraggio d'esordio davvero curioso ed imprecisabile. Un film-concetto sottilmente orwelliano [1984, nonché, nello specifico, il "Big Brother"], che sta ai bordi del genere horror, sospeso tra The Rambler e Duel, e avvolto da un'aura carpenteriana, Sam Was Here si rivela una sfuggente opera-limbo, incastrata in una stasi-stato... Continue Reading →

Maria – Peasant Elegy (Aleksandr Sokurov, 1988)

Nel 1978 Aleksandr Sokurov gira un breve documentario (20 minuti) su di una comunità di contadine russe; ad un primo approccio sembrerebbe focalizzarsi su rituali e condizioni lavorative nei campi; il ritratto di una routine 'spacca-ossa'. Probabilmente nel '78 per Sokurov stesso Maria fu solo 'la contadina' a cui dedicò la sequenza d'apertura; intravediamo anche... Continue Reading →

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